Dal 1° Gennaio 1999 chi entro un anno dalla vendita della precedente prima casa ne compera un’altra con caratteristiche non di lusso (A/2-A/5) da destinare ad abitazione principale, ha diritto ad un credito o bonus fiscale pari all’IVA o all’imposta di registro (le imposte ipotecarie e catastali sono comunque da versare, perché non rientrano nella compensazione) pagata sul primo acquisto agevolato.

Chi dunque ha acquistato l’abitazione principale dopo il 24 aprile 1982 (data di entrata in vigore della cosiddetta legge “Formica”, la 166/82) usufruendo delle agevolazioni per la prima casa e vuole cambiarla per comperarne un’altra, può utilizzare lo sconto fiscale ed utilizzarlo nei seguenti modi:

  • in diminuzione dell’imposta di registro dovuta in relazione al nuovo acquisto;

  • in diminuzione dell’IRE (Imposta sul Reddito, introdotta nel 2005 in sostituzione dell’IRPEF) dovuta in base alla dichiarazione da presentarsi successivamente al nuovo acquisto, ovvero alla dichiarazione da presentare nell’anno in cui è stato effettuato il riacquisto stesso

  • in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602).

E’ invece escluso dall’agevolazione chi prima del 23 maggio 1993 ha acquistato la prima casa da un’impresa o da una società immobiliare pagando l’IVA al 4%, in quanto l’aliquota non era agevolata ma “ordinaria”.

Tale bonus spetta anche se l’immobile che vuole essere venduto è pervenuto per successione o per donazione a condizione che la vecchia casa sia stata acquistata dal defunto o dal donante con le agevolazioni.

Il credito d’imposta si trasferisce agli eredi, e può essere utilizzato per pagare le eventuali imposte di successione o donazione e/o per abbattere le imposte da pagare sull’acquisto di una nuova prima casa, semprechè l’operazione avvenga entro un anno dalla vendita della vecchia prima casa.

Niente sconto invece se si è indebitamente usufruito delle agevolazioni prima casa e si è per questo in attesa di giudizio con il Fisco. In linea generale poi il credito d’imposta non spetta se l’immobile rivenduto non fu acquistato con le agevolazioni prima casa.

In ogni caso il bonus non può essere superiore all’imposta di registro o all’IVA dovuta per il nuovo acquisto agevolato e quindi, non può trasformarsi in un rimborso d’imposta. Parte dello sconto, quindi, rischia di sfumare se il nuovo immobile acquistato costa meno di quello venduto.